FONDAIR - SPAZI UNITI: The Apartment Winter Collection
SPAZI UNITI - chi espone
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Alessandro Guagno: “Nei
miei lavori c’è spazio. Soprattutto spazio
all’interpretazione: svolgo soggetti dove l’occhio viene
messo alla prova. L’indefinizione dell’immagine richiede un
completamento da partedell’osservatore, che è indotto, attirato a dialogare”.
Cinzia Fiorese: “Mi piacerebbe vedere cantare le donne dietro i paraventi”.
Elena Pizzato.
Dolls: Le bamboline di Ketra sono dolci e teneri balocchi oppure menti
pericolose accomunate da mise accattivanti e trasgressive, in attesa di
“giocare”? Appena ci troviamo a spiare i loro misteriosi
giochetti e sorrisini, divampano i pensieri azzardati e maliziosi:
all’improvviso siamo degli inconsapevoli voyeur, intenti a
sorprendere chissà quali malefatte o a scoprire indicibili e
terribili segreti. E ora, a voi la scelta: giocate o scappate?
Gaia Zebellin:
Vorrei essere in tutti nello stesso tempo. Il titolo è tratto da
una poesia di Paolo Volponi. L’opera rappresenta il sentimento di
comunione con gli altri attraverso l’esperienza del proprio
corpo. Corpo come materia, come una regione d’amore, luogo di
sconvolgimenti e mutazioni. Corpo nel liquido amniotico e nel bagno
battesimale, nella vasca durante l’azione quotidiana
dell’immergersi e del lavarsi. Particolari di membra in
abluzione, che dondolano come organismi in un habitat primordiale.
Corpo come paesaggio intimo del quotidiano, al quale tutti
apparteniamo. Così, vorrei essere in tutti allo stesso tempo,
figlia e madre dei miei figli, per durare in eterno.
Giuseppe Fonte Basso
“cerca di cogliere il reale, il "midollo" della vita attraverso
racconti paradossali, a volte leggermente perversi: peccato che il
midollo, assimilato con fatica, gli vada regolarmente per traverso e le
sue storie mantengano poco le promesse" tratto da Biographien der
Mistkunstler.
Imenez:
La musica come legame, catena di anelli di dimensioni e forme diverse.
Suoni, parole, rumori. Imenez torna all'approccio "Ambient" per
collocare tra i vari tipi di arte il proprio piccolo messaggio armonico
e avvolgente.
Lorenzo Ferraro:
"Sole ombre nere che colmano gli occhi / quel buio che ogni giorno
toglie qualcosa / e svuota il cuore vuoto, allagando le malinconie"
(Giordano Cervi).
Luca Genovese: "I dubbi stimolano la fantasia, dalla fantasia nascono le paure. Affrontare le paure ci rende uomini, e anche la morte".
Enrico Bressan.
Al Ballo delle Debuttanti è una lunga sequenza di immagini
tratte da fotologs internazionali e testimonia l’ingresso delle
ragazze statunitensi nella società americana contemporanea.
Questa iniziazione al divertimento, affrontato dalle giovani
protagoniste con leggerezza e autoironia, vuole mettere in discussione
il ruolo dell’autore e riflettere sull’utilizzo
narcisistico dei mezzi tecnologici/digitali ormai onnipresenti. A
completare l’opera c’è la colonna sonora dei
Basement Jaxx e l’improbabile gadget “Save a...”,
scultura in ghisa. Opere: Al Ballo delle Debuttanti, proiezione di 45
minuti – Autori Vari da Fotologs e Google Images Search. Save a
... smalto su ghisa. Le Tentazioni di una Bic A Bic TemptationsLes Tentations d’un Bic Inchiostro su fotocopia.
Serena Barbisan: “Il mio modo di fare arte è esattamente la riflessione di ciò che sono e che vivo,trasmessa tramite un approfondito studio del colore, indagato attraverso una modulazione di spazi e
stratificazioni, in cui esso cerca di far emergere il suo valore e la sua bellezza. Così la tela diventa il mio
specchio”.
Taiabati. Atomic Garden prende il titolo dalla canzone Atomic Garden dei Bad Religion: “Everybody wantsdo dance in a playpen, but nobody wants to play in my garden. I see the hippies on an angry line, guess they
don’t get my meaning. I’m enchanted by the birds in my blossoms, I’m enamored by young lovers on the
weekend, I like the forth of july... when bombs start flashing”.
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