FONDAIR - EGO Surfing (mi sento fortunato)
EGO Surfing - presentazione
Uno dei fenomeni più interessanti riguardante le ricerche effettuate sul web è il cosiddetto "ego surfing".
In breve, navigare su Internet alla ricerca di se stessi: inserire il proprio nome nel motore di ricerca, cliccare su “vai”, e vedere quello che succede. E’ quindi molto facile e alla portata di tutti sperimentare direttamente su se stessi l’emozione e la sorpresa di cercare e trovare (ma non sempre!) il proprio nome in Internet. L’ego surfing nasce, infatti, dalla narcisistica curiosità di "trovare se stessi", ma proprio per questo è anche fonte di frustrazione: può infatti capitare di non trovare il proprio nome su Internet. O, peggio ancora, di scoprire che un nostro omonimo è più famoso di noi sul web…
Nell’individuo che pratica l’ego surfing troviamo due stadi di ricerca: il primo, costituito dalla ricerca dei segni che ha lasciato, più o meno consapevolmente, nel mondo virtuale del web; il secondo, in cui emerge la curiosità e l’interesse nei confronti di altri io, di altre identità parallele ma così profondamente divergenti dalla nostra da suscitare ammirazione, invidia o frustrazione.
In maniera meno narcisistica ciò vale anche per l’artista, il quale si pone delle domande per cercare delle risposte su di sé e sulle proprie identità provvisorie. La continuazione del percorso progettuale che dall’ego porta all’io determina il superamento di una visione approssimativa dell’esistenza. Il lavoro dell’artista permette, allora, di sperimentare identità diverse, e di appagare così il prometeico bisogno di vivere una “pluralità di vite” di cui parlava Freud.
EGO Surfing.
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